Il paradiso è sotto i nostri piedi, così come sulle nostre teste.



Il Sentiero verso Belmonte

 

Camminare per un sentiero significa inoltrarsi nella natura e lasciarsi affascinare da colori, suoni e impressioni che in quotidiano spesso ci fa dimenticare.

Camminare per un sentiero è un modo per rigenerarsi da un momento stressante, per ricaricarci ed affrontare così le sfide della vita o più semplicemente può essere il modo per fare una pausa dalla nostra routine sempre più frenetica.

Camminare per un sentiero è un modo per metterci alla prova, per testare le nostre capacità di resistenza, per affrontare la fatica e provare a non soccombervi.

Camminare per un sentiero è un modo per elevarsi, pregustando a poco a poco la visione che in cima ci sarà offerta dal panorama.

Camminare per un sentiero è un modo per soffermarsi sulla bellezza del creato, per riflettere sull'importanza di conservarlo nel modo migliore e averne cura.

Camminare per un sentiero è un modo, per chi vuole, di avvicinarsi a Dio e di sentirsi parte di Lui e delle Sue opere.

...ma camminare per un sentiero è anche trovare una scusa per fare didattica fuori dalle aule scolastiche: il sentiero verso Belmonte in questo è stato utilissimo. Immerso nella Riserva Naturale speciale, questo percorso naturalistico consente di immergersi nella natura e di occupare un paio di ore in una passeggiata impegnativa ma assolutamente non proibitiva.

 

Un pomeriggio di marzo infatti 10 ragazzi e due prof. sono partiti dalla piazza della chiesa parrocchiale di Valperga e, attraversando il portico ad arco che immette alla camminata al Sacro Monte di Belmonte, sono saliti per le stradine sterrate che conducono fino al Santuario.

 

Passando davanti alla Chiesa di San Giorgio e al Castello dei nobili di Valperga, attraversato un tratto di strada asfaltata, si sono inoltrati per il sentiero boschivo ben indicato dai cartelli orientativi.

Affannati e stanchi hanno visitato la chiesa di Santa Apollonia, costruita nel xv secolo su un edificio preesistente, dove tra il 1973 e il 1974 fu trovata una importante necropoli risalente all'Età del ferro.

Quando la salita si è fatta più impegnativa si sono uditi i primi lamenti; ma imperterriti ecco la Cappella della Samaritana, la sommità del Monte con le famigerate Cappelle della Via Crucis e, sempre più in alto, fino a raggiungere la statua di San Francesco con alla base il Cantico delle Creature ("...tanto prof. lo conosciamo: l'abbiamo studiato a scuola..." era la frase che riecheggiava durante la salita).

Ma ogni fatica è stata ripagata nel momento in cui ci si affaccia alla balconata del sagrato del Santuario e si gode del panorama mozzafiato sul Canavese.

Non molto tempo per riposarsi perchè la discesa ci aspettava.

Si è preferito scendere e dirigersi verso le Sabbionere, strutture calanchiformi tipiche della zona, costituite da sabbia grossolana formata perlopiù da quarzo e che a seconda della zona assumono una colorazione rossiccio-violetta o totalmente bianca. Esse sono ben visibili lungo il versante settentrionale della collina, dove i fenomeni erosivi sono più evidenti.

Oggi questa zona è frequentata dagli amanti degli sport acrobatici  come il Downhill o il Freeride.

Quasi senza accorgersene ci ritrovammo in paese.

... con il sorriso stampato sui nostri volti.


 

 

 Scegli un itinerario all'interno della Riserva Naturale Speciale Sacro Monte di Belmonte

 

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